I Fumetti della Resistenza

Copertina
16 giovani illustratori
per 8 giovani partigiani

Prima pagina :: Storia :: Le Repubbliche partigiane :: La Repubblica partigiana della Carnia
Indice
La Repubblica partigiana della Carnia
Zone di operazione delle formazioni partigiane carniche
Le zone libere
I Cosacchi
Il Friuli
La nuova democrazia
La reazione nazifascista
Note
Tutte le pagine

carnia 1944"La Resistenza si è complessivamente organizzata dopo l’8 settembre, ma in Friuli Venezia Giulia essa “iniziò prima ancora che si giungesse alla disfatta dell’esercito [...] Fin dagli ultimi mesi del 1941, sulle montagne della nostra regione compaiono i primi reparti della Resistenza slovena [...] e fin dal 1942 noi comunisti friulani prendemmo contatto con quelle formazioni [...] Decidemmo di formare un nostro reparto partigiano in Friuli assai prima dell’8 settembre, [...] precisamente nel marzo 1943 è nato il Distaccamento Garibaldi.” (Mario Lizzero, Storia delle formazioni: la Garibaldi, in Nel monumento di Udine la Resistenza in Friuli, Del Bianco, 1970)

Nell'Alto Friuli, invece (cfr.: Michele Gortani, Il martirio della Carnia dal 14 marzo al 6 maggio 1945, Stab. Grafico Carnia, 1966 - Leonardo 2000, pp. 81-2), il primo episodio di scontro armato coi tedeschi si ebbe a Tarvisio, all'indomani dell'8 settembre: il comandante della guarnigione della "Guardia alla Frontiera" rifiutò di consegnare le armi e per un giorno poco più di 200 alpini resistettero a due battaglioni delle SS, lasciando sul terreno 21 caduti; i superstiti vengono deportati in Germania.
Pochi giorni dopo, il 12 settembre, a Gorizia, ha inizio la prima battaglia di grandi dimensioni della Resistenza italiana, sostenuta dalla Brigata Proletaria, un migliaio di partigiani in gran parte operai dei cantieri di Monfalcone, cui si unirono alcuni reparti di soldati italiani.
Operai, militanti comunisti, alcuni dei quali già esperti essendo stati in clandestinità, e soldati dell’esercito regio in sfacelo (che intorno al confine con la Jugoslavia contava oltre 150.000 uomini) sono dunque i primi resistenti, (1) che inizialmente si organizzano in piccoli gruppi, non collegati fra loro. In Carnia, in Val Pesarina, Aulo Magrini"Arturo" e Italo Cristofoli "Aso" (2) creano il nucleo di quella che sarà la Garibaldi; ad Ampezzo, Caneva, Paluzza, Zuglio e in molti altri paesi si formano ulteriori raggruppamenti, che in un primo tempo raccolgono chiunque avesse l’intenzione di combattere i tedeschi ma che in breve si articolano secondo l’orientamento politico: nelle formazioni Garibaldi si organizzano comunisti e socialisti, nell'Osoppo confluiscono membri della Democrazia Cristiana, del Partito d’Azione, liberali e senza partito.
È in Val d’Arzino che si costituisce la prima formazione Osoppo-Friuli, il battaglione Italia, composta, appunto, da democristiani e azionisti e appoggiata dal clero: comandante ne fu il ten. Renato Del Din "Anselmo", che morì a Tolmezzo il 24 aprile 1944 durante un attacco alla caserma della milizia fascista (è il primo partigiano caduto in Carnia: Medaglia d'oro alla memoria); tra marzo e giugno si formano altri tre reparti osovani: i btg. Carnia, Tagliamento e Piave, rispettivamente sotto il comando di Romano Zoffo "Livio", Adalgiso Fior "Mion" e Pietro Maset "Maso".
I battaglioni (3) garibaldini che si erano costituiti in quei mesi furono otto: Friuli - comandanti: Arko Mirko "Mirko" e Italo Mestre "Diego"; Carnia - Ciro Nigris "Marco" e Aulo Magrini "Arturo"; Carnico - Angelo Cucito "Tredici" e Mario Foschiani "Guerra"; Garibaldi - Adolfo Lanzardi "Corrado" e Sergio Visintin "Rino"; Pisacane - Domenico Radina "Fiamma" e Antonio Pillin "Tevere"; Matteotti - Luigi Grion "Furore" e Vittorio Cao "Biella"; Nino Bixio - Mario Modotti "Tribuno" e Giulio Contin "Riccardo"; Mazzini 2° - Vincenzo Deotto "Falco" e Spartaco Serena "Agile". (4) *
Complessivamente, nella primavera del '44, le forze partigiane che operavano in Carnia e nel Friuli occidentale (Val Cellina, Val Meduna, Val Tramontina) arriveranno a circa 6.000 uomini, raggruppati in 9 Brigate composte da 18 battaglioni garibaldini e 13 osovani.