I Fumetti della Resistenza

Copertina
16 giovani illustratori
per 8 giovani partigiani

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Indice
La Repubblica partigiana della Valsesia
La zona libera della Valsesia
L'inno partigiano
Note
Bibliografia
Tutte le pagine

La Repubblica della Valsesia fu la seconda repubblica partigiana sorta nel Nord Italia. Venne proclamata nel 11 giugno 1944 e durò con vicende alterne fino al 25 aprile 1945[1]

Il Territorio

valsesiaIl territorio liberato comprendeva tutta le valli del fiume Sesia, da Alagna Valsesia ai piedi del Monte Rosa fino a Romagnano Sesia/Gattinara; la Val Grande da Alagna Valsesia a Varallo, la bassa valle fino a Serravalle Sesia, la Morenica fino a Romagnano Sesia/Gattinara e le tre valli laterali: Val Sermenza, Val Mastallone e Val Sessera. Confinava con il Biellese, la Valle del Lys, la Valle Anzasca, il Novarese e il Vercellese.

 

 

 

 

Brigate Garibaldi "Divisione Valsesia"

La zona operativa "Valsesia" del Corpo volontari della libertà, avente competenza anche per l'Ossola e il Cusio, era diretta da un Comando zona alle cui dipendenze operavano le brigate "Garibaldi" (e relativi reparti dipendenti) inquadrate in due divisioni.
Le formazioni garibaldine erano così strutturate: le squadre erano composte da dieci-quindici uomini; tre squadre formavano un distaccamento, tre distaccamenti un battaglione, tre battaglioni costituivano una brigata, tre brigate formavano una divisione.
Qui di seguito pubblichiamo l'elenco delle divisioni e brigate e dei relativi comandi.[2][3]

  • Comando zona militare "Valsesia", Comandante militare: Eraldo Gastone (Ciro) Commissario di guerra: Vincenzo Moscatelli (Cino) Capo di stato maggiore: Aldo Benoni (Aldo)
  • Divisione Garibaldi "Fratelli Varalli", Comandante militare: Albino Calletti (Bruno) Commissario di guerra: Mario Venanzi (Michele)
  • 6ª Brigata Garibaldi "Nello", Comandante militare: Attilio Sforzo (Atti)
  • 7ª Brigata Garibaldi "Valsesia"[4], Comandante militare: Dino Vicario (Barbis)
  • 81ª Brigata Garibaldi "Volante Silvio Loss", Comandante militare: Corrado Moretti (Fulvio)
  • 82ª Brigata Garibaldi "Giuseppe Osella", Comandante militare: Mario Vinzio (Pesgu[5]) Commissario di guerra: Don Sisto Bighiani (Sisto)
  • 84ª Brigata Garibaldi "Strisciante Musati", Comandante militare: Pietro Rastelli (Pedar) Commissario di guerra: Giacomo Gray (Grano)
  • Divisione Garibaldi "Gaspare Pajetta", Comandante militare: Arrigo Gruppi (Moro)
  • 109ª Brigata Garibaldi "Piero Tellaroli", Comandante militare: Attilio Bozzotti (Varesot) Commissario di guerra: Giovanni Barbone (Cori)
  • 110ª Brigata Garibaldi "Elio Fontanella", Comandante militare: Franco Alliatta (Dich) Commissario di guerra: Alessandro Rista (Alexander)
  • 118ª Brigata Garibaldi "Remo Servadei", Comandante militare: Aramando Caldara (Armando) Commissario di guerra: Ubaldo Papa (Aldo Tuto)
  • 124ª Brigata Garibaldi "Pizio Greta", Comandante militare: Alessandro Boca (Andrei) Commissario di guerra: Aldo Petacchi (Aldo)
  • Brigata Garibaldi Fronte della gioventù "Eugenio Curiel ", Comandante militare: Franco Penna (Franco) Commissario di guerra: Diego Fortina (Walter)
Mostrine della "Divisione Valsesia"

 Mostrine delle divisioni partigiane Valsesiane e OssolaneNate a fine agosto del 1944, vennero ordinate in 15.000 pezzi ad una ditta di Milano da Vincenzo Moscatelli tramite il fratello di Eraldo Gastone, rispettivamente comandante e commissario politico del raggruppamento Divisioni Valsesia, Ossola, Cusio e Verbano. La ditta rispose che non si sentiva sicura a produrle temendo per l'incolumità dei propri operai, poiché il rischio di ritorsione nazista era troppo alto.
Si pensò quindi di aggirare l'ostacolo facendole simili a quelle degli Alpenjager tedeschi: differenti solo per avere sullo stelo una fogliolina in più e una più corta, e il polline, al centro, non dorato. Se si fosse verificato un controllo, l'azienda avrebbe potuto far passare l'ordinazione per una richiesta della Wehrmacht. I garibaldini della Valsesia e dell'Ossola ebbero così le loro mostrine.[6]