I Fumetti della Resistenza

Copertina
16 giovani illustratori
per 8 giovani partigiani

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Indice
Film italiani
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  • Francesco Maselli, Gli sbandati, 1955
    Francesco Maselli, Gli sbandati, 1955Nell'estate del 1943 la contessa Luisa (Isa Miranda) e il figlio Andrea (Jean-Pierre Mocky) lasciano Milano per sfuggire ai bombardamenti e si ritirano nella loro villa di campagna, dove ospitano due coetanei di Andrea, il cugino Carlo, figlio di un gerarca fascista fuggito in Svizzera, e l'amico Ferruccio, figlio di un ufficiale dell'esercito, impegnato in guerra. I tre giovani passano il tempo nel dolce far niente, prendendo il sole lungo il fiume, solo vagamente consapevoli del conflitto in corso, grazie alle trasmissioni di Radio Londra. Cominciano a prendere coscienza della gravità della situazione quando giungono degli sfollati dalla città ed Andrea, per debolezza e non per solidarietà, è costretto ad accettare di ospitarne alcuni nella villa, con la contrarietà di sua madre. Fra gli sfollati c'è la giovane operaia Lucia (Lucia Bosé), di cui Andrea si innamora e grazie alla quale finalmente esce dal suo mondo dorato per affrontare la tragica realtà che li circonda e prendersi delle responsabilità. In assenza della madre, a cui è legato da un rapporto morboso e verso la quale è in completa soggezione, sembra maturare e, quando in paese giungono dei soldati italiani, sfuggiti ad un convoglio tedesco che li stava portando ai campi di lavoro, trova il coraggio di nasconderli nella villa, appoggiato da Carlo e Lucia. Ma Ferruccio racconta quanto sta succedendo alle vecchie autorità fasciste del paese, che informano i tedeschi. Scoperta la delazione del ragazzo, i soldati fuggiaschi fuggono in camion verso le montagne ed i partigiani. Lucia, Carlo e Andrea dovrebbero andare con loro, ma l'arrivo della contessa, accompagnata da un ufficiale tedesco, spegne tutta l'intraprendenza dell'ultimo, che accetta di rimanere con lei ed abbandonare i compagni al loro destino. Mentre si allontana in auto, al sicuro, Andrea vede i soldati tedeschi perquisire la villa e poi quando sente dei colpi di arma da fuoco capisce, con disperazione, che Lucia è stata uccisa.
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  • Roberto Rossellini, Il generale Della Rovere, 1959
    Roberto Rossellini, Il generale Della Rovere, 1959Tratto dall'omonimo romanzo di Indro Montanelli.
    Genova, 1943. Emanuele Bardone, un truffatore, amante del gioco e delle donne, millanta conoscenze influenti presso le autorità nazifasciste coi familiari dei detenuti politici, al fine di estorcere loro denaro, con la complicità di un sottufficiale tedesco; il suo inganno si basa sulle false promesse d'interessamento per una favorevole soluzione dei loro casi. Con tale ignobile attività si procura il denaro con il quale mantiene Valeria, una ballerina che vive con lui, e per il gioco d'azzardo, che lo divora.
    La sua attività lo porta ad aver rapporti con il colonnello Müller, da lui conosciuto casualmente qualche giorno prima, con il quale sembra stringere un'amicizia che però cessa nel momento in cui una donna, a cui il Bardone ha chiesto denaro per intercedere a favore del marito, viene a conoscenza che il marito è già stato fucilato e lo denuncia alle autorità. Bardone, una volta arrestato, per alleggerire la sua grave posizione accetta di collaborare con Müller, che gli propone, riscontrata la sua abilità nell'ingannare le persone, di assumere l'identità del generale Giovanni Braccioforte della Rovere, un importante ufficiale badogliano, ucciso per errore dai soldati tedeschi che, non avendolo riconosciuto, non hanno rispettato la consegna di catturarlo vivo. Egli sarà internato a Milano, nel braccio politico del carcere di San Vittore, con l'incarico di assumere informazioni e di scoprire la vera identità di "Fabrizio", il capo della Resistenza a cui la Gestapo non è ancora riuscita a dare un nome.
    La realtà carceraria, e della stessa Resistenza, con cui il truffatore viene a contatto, lo porta lentamente a riconsiderare i valori della dignità, del coraggio e del patriottismo. Egli rimane profondamente colpito dalla morte di Aristide Banchelli, un partigiano che, piuttosto che rivelare il poco di cui è a conoscenza, preferisce subire la tortura che il suo fisico anziano non è in grado di sopportare, arrivando poi a suicidarsi per il timore di parlare. Una notte infine, dopo la cattura di alcuni partigiani, il falso generale viene mandato a passare la notte nella stanza dove si trovano una ventina di uomini in attesa di esser fucilati per rappresaglia, a seguito dell'uccisione del federale di Milano, ed i nazisti sanno con certezza che tra loro c'è anche "Fabrizio".
    "Fabrizio" si presenta infatti a colui che crede il generale Della Rovere: ora Bardone dispone dell'informazione che gli garantirebbe, secondo le promesse del colonnello Müller, la libertà, oltre a un premio in denaro ed a un salvacondotto per la Svizzera. Ma, quando Müller gli chiede di rivelargli il suo nome, egli rinuncia a ciò per cui ha sempre lavorato, preferendo condividere la sorte degli uomini che stanno andando a morire piuttosto che tradire colui che, a rischio della vita, combatte nobilmente per la libertà di tutti. Riscattando in questo modo una vita fatta di umana miseria, Bardone si presenta con dignità al plotone d'esecuzione e muore insieme con altri dieci uomini, tra cui alcuni ebrei, dopo aver pregato Müller di far pervenire a sua moglie, ossia la moglie del generale, un biglietto di commiato, e, dopo aver rivolto ai suoi compagni un'esortazione a rivolgere i loro estremi pensieri alle loro famiglie ed alla patria, cade dopo avere gridato "Viva l'Italia!", e solo in quel momento il colonnello Müller riconosce di avere sbagliato nel giudicarlo.
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  • Roberto Rossellini, Era notte a Roma, 1960
    Era notte a RomaNel novembre 1943, mentre gli anglo-americani si battono contro i tedeschi a Cassino, tre prigionieri di guerra riescono a evadere da un campo di concentramento e cercano di fuggire verso il Sud dell'Italia, già nelle mani degli Alleati. Così, il maggiore Michel Pemberton dell'armata inglese, il sottotenente Peter Bradley dell'aviazione americana e il sergente Feodor Nazukov dell'esercito sovietico si ritrovano a doversi affidare a un gruppo di suore che hanno promesso di condurli a Roma. Nella capitale i tre scoprono che le suore sono in realtà donne travestite per vendere i loro prodotti al mercato nere. Una di loro, Esperia, decide di ospitarli in casa ma dopo qualche tempo, i tre soldati, stanchi di vivere rinchiusi, prendono contatti con i partigiani. Una sera, però, a causa di una soffiata, la polizia tedesca fa irruzione nella casa e arresta Esperia e il suo fidanzato. Feodor viene ucciso mentre tenta la fuga, invece Michel e Peter si rifugiano in casa del principe Antoniani. Dopo la strage delle Fosse Ardeatine, Peter e il principe decidono di raggiungere le linee alleate, mentre Michel, solo, ritrova Esperia e scopre la vera identità dell'uomo che li ha traditi. Dovrà decidere cosa fare. La liberazione, però è alle porte.
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  • Gillo Pontecorvo, Kapò, 1960
    Gillo Pontecorvo, Kapò, 1960In un campo di concentramento, una giovanissima ebrea si schiera per paura dalla parte dei nemici e diventa guardiana delle proprie compagne di sventura. Le sue azioni sono guidate dall'istinto di sopravvivenza, ma un prigioniero russo giunto al campo dopo qualche tempo, la fa innamorare. La ragazza si sacrifica per permettere a lui e ad altri di fuggire.
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