I Fumetti della Resistenza

Copertina
16 giovani illustratori
per 8 giovani partigiani

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Indice
Film italiani
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Tutte le pagine
  • Nelo Risi, Andremo in città, 1965
    Locandina non disponibileLenka vive insieme al fratellino Miscia, un bambino cieco di cinque anni, in un paese di provincia in Iugoslavia. La madre ortodossa è morta; il padre, un maestro elementare ebreo, è stato arrestato al momento dell'occupazione tedesca, internato in un campo di concentramento e dato ufficialmente per morto. Ma Ratko Vitas, il padre di Lenka in realtà non è morto, e, ritornato improvvisamente a casa, è costretto a nascondersi. Ivan, un giovane studente del quale Lenka è innamorata e che vive con i partigiani nel bosco, venuto per consegnare a Vitas documenti falsi, viene individuato da alcuni soldati tedeschi e Ratko, per salvargli la vita, esce all'aperto attirando su di sé l'attenzione dei nemici che lo accerchiano e lo uccidono a colpi di mitra. Mentre Ivan ferito si nasconde nella soffitta, giungono le SS per condurre i due fratelli in un lager: Lenka raccoglie mestamente i pochi effetti personali e si consegna docilmente ai nazisti. Nel treno che li conduce verso il lager, Lenka descrive a Miscia un invisibile paesaggio e lo culla nell'illusione di un tranquillo futuro in città.
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  • Nelo Risi, La strada più lunga, 1965
    Locandina non disponibileTratto dal racconto “Il voltagabbana” di Davide Lajolo.
    Michele ha combattuto in Etiopia, Spagna, Albania, Grecia. Dopo l´8 settembre ritorna a casa: è sempre stato fascista, ha creduto nelle cause per cui ha lottato, ma ora è stanco. La guerra tuttavia non è finita, anzi si è inasprita. I suoi camerati lo vogliono ancora con loro, ma questa Repubblica Sociale, un tempo vagheggiata, che ora giunge imposta dalle armi delle SS non lo convince. Michele rifiuta di tornare con i fascisti, ma la situazione non permette di restare neutrali. È giunto il momento delle scelte. Michele prende contatto con i partigiani, riesce a superarne la diffidenza. Alla fine ne abbraccia gli ideali e si unisce a loro sulle montagne.
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  • Florestano Vancini, Le stagioni del nostro amore, 1966
    Florestano Vancini, Le stagioni del nostro amore, 1966Un giornalista di sinistra sta attraversando un periodo di crisi esistenziale. Pianta la moglie e torna ai luoghi della sua gioventù. Spinge fino al grottesco la critica ai cedimenti morali e politici della sinistra, in una chiave viziata da autoindulgenti concessioni ai tormenti interiori. "Sarebbe ingiusto negare qualche fascino agli scorci di Mantova ... né si può trascurare la toccante verosimiglianza degli incontri tenuti nella chiave più allusiva. Ma i pellegrinaggi sentimentali sono difficili nella vita e nell'arte..." (T. Kezich). Premio Fipresci al Festival di Berlino.
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  • Gianni Puccini, I sette fratelli Cervi, 1968
    Gianni Puccini, I sette fratelli Cervi, 1968È la storia vera dei sette fratelli Cervi (Agostino, Aldo, Antenore, Ettore, Ferdinando, Gelindo e Ovidio), contadini di Campegine (RE) antifascisti e organizzatori della lotta partigiana sotto la guida del padre Alcide (1875-1970), catturati e fucilati dai tedeschi a Reggio Emilia il 28 dicembre 1943.


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  • Bernardo Bertolucci, Il conformista, 1970
    Bernardo Bertolucci, Il conformista, 1970Tratto dall'omonimo romanzo di Alberto Moravia.
    Presentato in concorso al Festival di Berlino, ottenne una nomination agli Oscar per la migliore sceneggiatura non originale e ai Golden Globes per il miglior film straniero.
    1937. Marcello Clerici (Jean-Louis Trintignant), spia fascista e docente di filosofia, è promesso a Giulia (Stefania Sandrelli), ragazza gioviale e solare, l'esatto opposto di lui: Marcello è infatti tormentato da un tragico episodio accaduto quando aveva tredici anni: aveva infatti ucciso Lino Seminara (o così crede), autista che aveva cercato di avere con lui un rapporto sessuale. Così, abbandonato il cattolicesimo, con il padre violento ed ex-fascista e una madre drogata, si avvicina ai servizi segreti fascisti, l'Ovra, che gli affida una missione: andare a Parigi per entrare nelle grazie del professor Quadri, suo docente universitario e dissidente politico (Enzo Tarascio), per ucciderlo, sotto la sorveglianza costante del camerata Manganiello (Gastone Moschin). Ma arrivati lì, l'incontro con la giovane moglie del professore (Dominique Sanda), perversa quanto attraente, innesca un gioco ambiguo di seduzione con sua moglie, anche se non rifiuta la corte di Marcello. Nel frattempo Marcello si invaghisce e messo alla prova dal professore con una falsa lettera, tentenna e viene biasimato da Manganiello, il quale, avuta da Marcello notizia di una vacanza dei Quadri in Savoia, li incastra in un'imboscata in montagna. Marcello, in macchina con Manganiello, assiste immobile all'orrida doppia esecuzione. La scena si sposta nella Roma del 1943, che esulta per la fine del fascismo. Marcello festeggia come gli altri, ma esce a raggiungere un amico fascista non vedente, dopo aver capito che la moglie sa tutto di lui. Quando vede Lino Seminara esce di senno, e attribuisce a lui e all'amico non vedente, che l'aveva introdotto all'Ovra, gli orrori di un vita.


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