I Fumetti della Resistenza

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16 giovani illustratori
per 8 giovani partigiani

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Indice
Film statunitensi
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  • Fred Zinnemann, Giulia, 1977
    Fred Zinnemann, Giulia, 1977Basato sul romanzo Pentimento di Lillian Hellman. Narra la storia e l'amicizia tra due amiche sullo sfondo della Seconda guerra mondiale e del Nazismo. Mentre Giulia studia all'Università di Vienna con alcuni luminari come Sigmund Freud e Albert Einstein, Lillian Hellman si applica alla revisione della sua commedia con il suo mentore e amante Dashiell Hammett in una casa al mare nel New England. Dopo essere diventata scrittrice di successo, Lillian viene invitata ad una conferenza in Russia. Giulia ne approfitta per far viaggiare anche degli oggetti con Lillian contenenti del denaro per salvare degli Ebrei. Nel loro breve incontro, dopo tantissimi anni, Giulia informa Lillian che ha una figlia di nome Lilly che vive in Alsazia e che raccomanda a Lillian forse in previsione del pericolo che incombe su di lei. Infatti dopo il suo ritorno negli Stati Uniti Lillian viene informata che Giulia è stata assassinata. Lillian allora si reca in Alsazia per adempiere alla sua promessa ma non riesce a trovare la figlia di Giulia e prende anche coscienza che la famiglia di Giulia non vuole avere più niente a che vedere con la memoria della loro figlia.

  • Franklin James Schaffner, I ragazzi venuti dal Brasile, 1978
    Franklin James Schaffner, I ragazzi venuti dal Brasile, 1978Tratto dal romanzo omonimo di Ira Levin. La storia prende spunto dagli esperimenti del dottor Josef Mengele, qui interpretato da Gregory Peck, il famigerato scienziato del Terzo Reich che, dopo avere compiuto atroci esperimenti nei lager nazisti, prosegue durante la latitanza in Brasile la sua operazione di "pulizia" della razza ariana. L'idea del dott. Mengele è quella di "ricreare" Hitler: tale idea è considerata da lui possibile solo se si verificherà una serie di circostanze ben definite, egli aveva infatti, attraverso la clonazione del sangue e dei tessuti di Hitler, prelevati dal dottore prima della sua morte, fatto nascere 94 bambini e, alla data il più possibile precisa rispetto a quanto accaduto in realtà allo stesso Hilter, il padre di questi bambini dovrà morire di morte violenta. A questo scopo assolda una squadra composta da ex nazisti e da giovani fanatici per compiere i 94 omicidi in quella che lui considera "una missione sacra in senso letale". I primi delitti vengono compiuti e questo fa pensare che la missione avrà successo ma Ezra Lieberman (Laurence Olivier), il più famoso e accanito cacciatore di nazisti, insospettito dalla scomparsa in Paraguay di un giovane statunitense che era sulle tracce di Mengele, comincia a studiare e ad indagare su questi delitti, in questo non aiutato dalla polizia che non lo prende sul serio. Egli viene a scoprire, durante un interrogatorio in carcere di Frieda Maloney (Uta Hagen), una ex guardiana di lager, che esiste una lista di famiglie che hanno adottato i 94 bambini e scopre che alcuni padri sono morti in circostanze violente. I capi di quella che viene chiamata "l'organizzazione dei camerati" vengono a sapere che Lieberman sta seguendo le tracce della missione e, temendo che possa arrivare fino a loro, sospendono gli omicidi. Tuttavia Mengele, incapace di accettare la possibile fine del suo "sogno" decide di proseguire da solo ma sulla sua strada troverà ancora Lieberman che, non senza fortuna, lo braccherà fino alla sua morte. Soltanto un sinistro presagio rimane: uno dei cloni di Hitler, appassionato di fotografia, e che aveva avuto in precedenza un dialogo con Herr Doktor, sviluppando le istantanee dei due vecchi moribondi, sorride in modo soddisfatto esclamando "però...". La stirpe del Führer è ancora viva.
  • Alan Jay Pakula, La scelta di Sophie, 1982
    Alan Jay Pakula, La scelta di Sophie, 1982Tratto dall'omonimo romanzo di William Styron. Stati Uniti, 1947. Dopo la fine della seconda guerra mondiale Stingo, un giovane della Virginia aspirante scrittore, ha lasciato l'uniforme dei Marines e la fattoria paterna per cercare fortuna a New York. Arrivato in città, trova sistemazione a Brooklyn in una casa bizzarra, dipinta di rosa, la cui proprietaria, Yetta, affitta anche a lui una camera. La sua tranquilla e operosa vita di scrittore è turbata dai rapporti spesso tempestosi di altri due tra gli inquilini della casa: una coppia composta da Sophie Zawistowska, una bella donna polacca, immigrata dopo aver subito la terribile esperienza del campo di concentramento di Auschwitz, e Nathan Landau, un intellettuale ebreo, brillante, raffinato, ma con oscillazioni d'umore sconcertanti, ossessionato dall'olocausto e dalla conseguente morte di sei milioni di ebrei. Fra i tre nasce un'amicizia profonda e Stingo è coinvolto, ed anche plagiato, da ricordi, emozioni, fobie di un mondo che non conosce mentre cresce in lui un legame amoroso che lo vincola a Sophie, anche perché, aumentando la confidenza, la donna fa a lui la confessione di tutta la sua vita. Affiora così una triste e drammatica realtà: il padre, professore all'università di Cracovia, esaltato dalla figlia come uomo buono e giusto, era invece un amico dei nazisti ed un sostenitore dello sterminio degli ebrei ed anche lei si sente colpevole di collaborazionismo, avendo aiutato il padre a scrivere e pubblicare i suoi libelli antisemiti. Analogamente al padre ed al marito anche lei è stata deportata, insieme ai due figli, un maschio ed una femmina, ad Auschwitz ed all'arrivo, costretta a scegliere tra i suoi due figli, ha abbandonato la bimba alla morte ed inoltre, pur di salvarsi e salvare il figlio Jan, ha nuovamente collaborato, questa volta come segretaria di Rudolf Hoess, il comandante del campo. È una lunga confessione, che avviene a tratti, con impressionanti flashbacks, mentre il rapporto a tre continua, a volte tranquillo a volte tempestoso, secondo il variare degli umori di Nathan che, come viene rivelato dal fratello medico a Stingo, è affetto da schizofrenia paranoide e, per di più, tossicodipendente da cocaina. La vicenda sembra risolversi positivamente quando dopo l'ultima violenta scenata di Nathan, furioso e armato, Sophie e Stingo partono per la Virginia ed in viaggio il giovane propone alla donna di sposarlo; Sophie si concede a Stingo, ma poi lo abbandona, attirata come in una voluttà di autodistruzione dal fatale amore per Nathan.
  • Michael Mann, Playing for time, 1981
    Michael Mann, Playing for time, 1981Vincitore di un Award per la televisione, questo film narra la storia di un gruppo di donne, prigioniere ad Auschwitz, che sopravvivono alle camere a gas suonando in una piccola orchestra. Basato su una storia vera. Fania Fénelon, è una cantante di cabaret ebrea che lavora a Parigi al tempo dell'invasione nazista. Spedita al campo di sterminio di Auschwitz nel 1944, Fénelon è certa di essere destinata a morire, come tutti gli altri prigionieri. Ma le SS del campo hanno altri piani: ordinano a Fénelon e amolte altre detenute con capacità musicali a formare un'orchestra. L'orchestra suona a "beneficio" di coloro che sono ammassati nelle camere a gas - un mezzo "umano" per accompagnare i condannati nell'aldilà. Per quanto lei disprezzi il suo lavoro, Fénelon e il suo complesso musicale continua a suonare, perché teme di essere sterminata. Il film pone diversi interrogativi circa il coraggio, il senso di colpa e la sopravvivenza ad ogni costo.

  • Paul Mazursky, Nemici, una storia d'amore, 1989
    Paul Mazursky, Nemici, una storia d'amore, 1989L'intellettuale ebreo Herrnan, originario dell'Europa dell'Est, ha sposato per riconoscenza la contadina polacca analfabeta Yadwiga, ex domestica della sua famiglia, che lo ha salvato dai nazisti e, dopo la guerra, è emigrato con lei a New York. Tuttora sconvolto dall'incubo della persecuzione subita, nel 1949 vive a Coney Island con la moglie, buona e laboriosa, cui è affezionato, ma ha un'appassionata relazione con l'ebrea Masha, ex internata a Dakau e separata dal marito, che abita nel Bronx con la possessiva madre. Scrittore senza successo Herman vende libri e compone sermoni per un rabbino, correndo sempre da una donna all'altra e raccontando loro infinite bugie. Per complicargli la situazione, ricompare improvvisamente la sua prima moglie, Tamara, che egli credeva morta insieme ai loro due figli in una strage compiuta dai tedeschi, e invece è miracolosamente sopravvissuta alla fucilazione e conserva ancora tutto il suo coraggio. Così Herman resta legato a ciascuna delle tre donne, che gli sono necessarie per motivi diversi. Mentre Tamara non torna a vivere col marito per pietà dell'innocente Yadwiga, Masha, innamorata e gelosa, assilla l'amante perchè la sposi, ora che è riuscita ad ottenere il divorzio, e lui acconsente quando sembra che lei aspetti un figlio. Herman può unirsi a Masha col rito religioso ebraico perchè le nozze con Yadwiga sono state celebrate solo civilmente. Quanto a Tamara, quasi nessuno sa chi sia realmente. Intanto Yadwiga si fa ebrea per amore del marito e aspetta un bambino, mentre la gravidanza di Masha si rivela isterica. In seguito, vista morire la madre, probabilmente suicida, Masha, sconvolta, chiede a Herman di suicidarsi insieme a lei e, quando egli rifiuta di farlo, si uccide da sola. Allora Herman, incapace di assumersi responsabilità e sempre spinto dall'istinto a nascondersi, fugge lontano, abbandonando Yadwiga, proprio quando nasce sua figlia. Egli si limiterà a mandare dei soldi per il mantenimento della bambina. Tamara, materna e forte, si occupa affettuosamente di Yadwiga e della piccola, che viene chiamata Masha, in onore della defunta, e le due donne trovano serenità e gioia nella neonata.


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