I Fumetti della Resistenza

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16 giovani illustratori
per 8 giovani partigiani

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Dina Croce - Presidentessa onoraria della nostra sezione
In casa non si parlava di politica
Il soldato russo
Convincere il nemico
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Dina CroceDina Croce è del 1922. Il suo nome di battaglia era “Dina”ed era staffetta del Comando generale regionale del C.L.N., anche lei nell’88.ma Casotti e poi nella Divisione Gramsci. Lei è una donnina dolcissima, difficile immaginarla, in condizioni così diverse da quelle di oggi, a confrontarsi con momenti della sua vita che tutto esigevano fuorché la dolcezza. Dina è una donna ancora molto sveglia e dal volto ancora fresco, in alcune espressioni addirittura sbarazzino! Ci ha raccontato di un episodio in cui si prese uno spavento mica da poco. Era stata incaricata di trasportare delle radiotrasmittenti e, avvistato da lontano un gruppo di fascisti, sentì come la premonizione che sarebbe stata fermata. E così fu. Lei si fermò, non prima di aver toccato, per farsi forza, un crocifisso che teneva sempre nella cesta della bicicletta. I fascisti le chiesero di aprire le borse che trasportava. Lei cominciò a prender tempo, tergiversando. Fino al momento in cui sopraggiunse un camion che attirò l’attenzione delle camicie nere. In un decimo di secondo decise che non poteva far altro che scappare, e scappò con tutto il fiato che aveva in corpo, pedalando così velocemente da non riuscire a distinguere il terreno sotto le ruote della sua bicicletta. Furono così sorpresi che, lei immagina, forse non riuscirono neanche a trovare la prontezza per inseguirla. Riuscì a sparire, a riposarsi da quello sforzo in un luogo sicuro, prima di portare a termine la propria missione.
(Fonte: AURORA – n. 10 – Anno II – settembre 2009 - Nell'’Oltrepò Pavese 65 anni dopo - di Titti Benvenuto (Presidente ANPI Milano Lambrate-Ortica)