I Fumetti della Resistenza

Copertina
16 giovani illustratori
per 8 giovani partigiani

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Indice
4 Luoghi della MEMORIA
Albero Regina e Metropoli
Carcere di San Vittore
Piccolo Teatro
Villa Triste
Tutte le pagine

 

MILANO 1943-1945: IL QUADRILATERO DEL TERRORE

Milano carro armato tedesco in piazza DuomoPer chi ha la memoria corta o per gli smemorati. Per chi non conosce le pagine di storia milanese attraversate dalla tragica stagione del fascismo, della guerra e dal sacrificio di decine di migliaia di antifascisti e partigiani che si sono battuti per liberare il nostro paesedalla dittatura di Mussolini e Hitler. A tale scopo abbiamo pensato di-raccogliere questo materiale in quattro schede, per i quattro luoghi,arricchito dai suggerimenti bibliografici e videografici che mettiamo adisposizione di tutti.Questa iniziativa è promossa dalle sezioni della Zona 3: “25 Aprile” Città Studi, Lambrate-Ortica e Monforte-Por¬ta Venezia, vuole essere un servizio di conoscenze rivolto soprattutto ai giovani perché possano farsi interpreti dei valori nati dalla Resistenza e scritti nella nostra Carta Costituzionale.

Milano nel terrore

All’indomani del 12 settembre 1943 tedeschi e fascisti avevano il totale controllo militare di Milano. Ogni presidio (caserme, alberghi, scuole,teatri, case, ville, fabbriche che fossero) era un vero e proprio fortilizio autosufficiente da dove partivano le operazioni per pattugliare i vari quartieri, per raccogliere informazioni, per praticare sevizie e torture. Non c’era settore o luogo che non fosse sotto il loro controllo asfissiante e ossessivo. Le camicie nere, terrore e angoscia dei milanesi, imperversavano in tutta la città. I ragazzi di Salò giravano spavaldi e arroganti con il mitra Breda sempre a tracolla a caccia dei patrioti partigiani e dei loro sostenitori. E quando ti prendevano erano guai, sofferenze e il più delle volte morte. La parola d’ordine era terrorizzare la popolazione affinché non appoggiasse i partigiani. Milano era oramai poco più che una caserma, un campo militarizzato a cielo aperto. Operare per gli uomini e le donne della Resistenza attraverso i posti di blocco delle brigate nere dislocati nei vari quartieri non era impresa facile. Bisognava ogni volta inventare nuovi stratagemmi e affidarsi alla fortuna; diffidare di tutti e guardarsi da collaborazionisti e spie. C’erano le portinerie amiche e quelle nemiche e le spiate di singoli cittadini che venivano retribuite dai repubblichini con compensi allettanti in denaro. Continui i rastrellamenti ad opera della organizzazione Todt che inviava uomini, o meglio ”carne da lavoro” in Germania con l’avallo di Mussolini. Lo scellerato sodalizio nazifascista aveva messo in moto in città una mostruosa macchina di repressione, di violenze, di morte in cui sarebbero caduti molti cittadini ebrei e non ebrei. Quattro erano, in particolare, i luoghi che disegnavano la geografia del terrore a Milano. Rastrellamenti tedeschi
Il primo era l’ex albergo Regina & Metropoli al 6 di via Santa Margherita, a ridosso di piazza Duomo e a due passi dal Teatro alla Scala. L’edificio ospitava la Gestapo (centrale operativa del sistema terroristico in città e provincia) diretta dal capitano delle SS Theodor Saevecke.
Il secondo era il carcere di San Vittore al 2 di piazza Filangeri, con i suoi gironi dell’inferno, diretto dal caporalmaggiore delle SS Franz Staltmayer, dove venivano condotte le vittime dopo aver subito un primo trattamento di nefandezze nei vari luoghi d’arresto.
Il terzo si trovava in via Rovello 2, l’attuale sede del Piccolo Teatro, dove operava la legione Ettore Muti del “colonnello nero“ Francesco Colombo.
Il quarto era la più tragicamente nota Villa Triste al 19 di via Paolo Uccello, dove operò la banda di Pietro Koch, i cui aguzzini tra una tortura e l’altra facevano vastamente uso di cocaina e oppio.
Ma oltre a queste zone franche, dove furono consumati abusi d’ogni sorta, in Milano si contavano un’altra dozzina di luoghi, non certo “minori”, dai quali passarono uomini e donne, vecchi e bambini, ebrei e non ebrei tutti “colpevoli” di essere persone libere.

Suggeriamo:

  • l’indispensabile e documentatissimo volumetto Milano 1940-1945. Itinerari della memoria, Fondazione Istituto per la Storia dell’Età Contemporanea, (accompagnato da un preziosissimo cd), curati magistralmente da Luigi Borgomaneri da cui è possibile rilevare l’impressionante costellazione di luoghi e insediamenti nazifascisti nei variquartieri di Milano.