I Fumetti della Resistenza

Copertina
16 giovani illustratori
per 8 giovani partigiani

Prima pagina :: Storia :: Storia cittadina :: 28 Agosto 1944: memoria di quattro eroi della guerra di Liberazione

Albino Abico, Giovanni Alippi, Bruno Clapiz, Maurizio Del Sale

Erano uomini liberi, avevano sulle spalle anni di dittatura fascista, guerre, prigioni.

Era un'Italia buia, povera, senza futuro. Dopo l'8 settembre, con l'occupazione tedesca, si nascondevano nelle cascine, aiutavano i contadini, per un pane. Avevano preso un collegamento con  l'85.ma Brigata Garibaldi della Valdossola, salivano e scendevano dalla montagna con armi, medicinali, vestiario per i loro compagni. In città erano inquadrati nel GAP “Mendel” (che poi diventerà il secondo distaccamento della 3.zo GAP di Giovanni Pesce). Dopo decine di azioni contro l'occupante nazista, il 6 agosto 1944 l'Unità clandestina portò anche a Milano la notizia dell'inizio della battaglia per la liberazione di Firenze. Lunedì 7 agosto alle 15 una macchina, seguita da un furgoncino, partì dalla stazione di Porta Genova, attraversò la città attraverso Porta Genova, via Torino, Corso Vittorio Emanuele, Corso Venezia, Corso Buenos Aires con un lancio continuo di copie dell'Unità, di volantini inneggianti alla liberazione di Firenze e incitamenti alla lotta partigiana. Sulla macchina c'erano Abico, Alippi e Negroni. Dietro, di copertura sul camioncino, “Milan” e “Pino”. Verso la fine del percorso si appostarono “Giorgio” e Enzo Pas”, sempre partigiani del GAP “Mendel”.
All'altezza di piazza Piola verranno abbattuti due motociclisti repubblichini che inseguivano i partigiani. Nessuna perdita partigiana, grande scalpore in città. Continua la lotta, cresce il terrore e la rabbia degli occupanti. La polizia speciale fascista si mette alla caccia dei partigiani. Pare ritrovi la macchina e una spia pronta a parlare. Lunedì 26 agosto, a mezzogiorno, i quattro del “gruppo di Baggio” erano a parlare con il loro comandante Ruggero Brambilla nella trattoria “Roma” di via Tibaldi di proprietà di Daniele Richini, anch'egli sappista della 113.ma Brigata Garibaldi. Nella trattoria irrompono i briganti neri della “Legione Autonoma Ettore Muti” (ex capo dei fascisti ucciso a Roma dai carabinieri in un tentativo di fuga nel 1943), arrestarono Abico, Alippi, Clapiz e Del Sale. Arrestarono anche Richini, che verrà deportato, ma tornerà dopo la Liberazione.
Alle 19,30 dello stesso giorno i “mutini” in gran forze bloccarono via Tibaldi all'angolo con via Meda, sbatterono i quattro partigiani contro il muro della trattoria “Roma” e li uccisero a raffiche di mitra, lasciando le salme esposte tutto il giorno per intimorire i milanesi.

Albino Abico Giovanni Alippi

Albino Abico, anni 23

Giovanni Alippi, anni 24

Bruno Clapiz Maurizio Del Sale

Bruno Clapiz, anni 30

Maurizio Del Sale, anni 47

Lapide posta in via tibaldi, 26 Milano