I Fumetti della Resistenza

Copertina
16 giovani illustratori
per 8 giovani partigiani

Prima pagina :: Libri :: Libri sulla Resistenza :: Presentazione libri di Stella Bolaffi Benuzzi e di Giulio Bolaffi

Mercoledì 20 novembre 2013 - ore 17,00
Via San Marco 49, Milano
presso la sede dell'ANPI

copertina-01 Stella Bolaffi Benuzzi   
La balma delle streghe
Giuntina, 2013
copertina-02 Giulio Bolaffi           
Un padre partigiano ribelle
Melli, 2010

 

STEFANO JESURUM e LILIANA PICCIOTTO
ne discutono con
STELLA BOLAFFI BENUZZI
Proiezione di fotografie private dell'epoca
Intervengono Marco Cavallarin, ricercatore, e Roberto Cenati, Presidente ANPI Prov.le di Milano

L'eredità della mia infanzia tra leggi razziali e lotta partigiana è il sottotitolo del libro di Stella Bolaffi (1934), psicoanalista, figlia di Giulio Bolaffi, partigiano in Valle di Susa.
Scrive Paolo Rumiz nella Prefazione: "... Mi conduce in una vita - la sua - piena di vento e di fratture. La questione ebraica, la paura per le misteriose assenze del padre in tempo di guerra, un amore trovato e perduto, il mondo cittadino borghese e quello religioso ebraico densi di inibizioni e regole che, dopo la parentesi montanara della guerra, le diventano meno comprensibili. E poi la faticosa riemersione alla luce sulle praterie di quota, in mezzo alle scogliere dolomitiche del Trentino, il pendolo tra la vita urbana di Torino e quella pastorale della Val di Fiemme, definitiva medicina dell'anima. Mi dice del suo approccio da maschiaccio alla vita, del porto d'armi preso al poligono di tiro del Martinetto popolato di soli maschi in divisa, mi racconta di una mitica grotta delle terre di Lanzo abitata da streghe, la 'balma', che diventa allegoria di un subconscio pieno di incubi rimossi e antiche paure".
Giulio Bolaffi (1902-1987), dopo l'8 settembre '43 aveva deciso, dopo aver trovato rifugio per i figli Stella e Alberto, di formare un gruppo partigiano e "salire in montagna". Il comandante "Aldo Laghi" tenne un Diario della quotidianità della sua Formazione G. L. "Stellina" (dal nome della figlia), poi divenuta IV Div. Alpina "Duccio Galimberti". Oggi quel diario viene ripubblicato a cura della figlia che alterna alle pagine del padre i ricordi paralleli (Stella aveva 9 anni) dei 403 giorni vissuti con il fratello nel nascondiglio in val di Lanzo.
"Mai abdicato, papà Giulio, all’identità ebraica. No, non era un ebreo ortodosso, di sabato lavorava, ma andava al Tempio, faceva l’offerta, diceva le preghiere la mattina e la sera, indossando il cappello e il tallèt, il manto": così Stella parla del padre Giulio nell'intervista rilasciata a Bruno Quaranta per La Stampa.