I Fumetti della Resistenza

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Cerimonia di intitolazione dei giardini di Piazza F.lli Bandiera alla Guardia di Pubblica Sicurezza  Antonio Marino  –   Giovedì 22 aprile 2010

Discorso di Roberto Cenati, Vicepresidente ANPI Milano

Lapide agente MarinoA nome dell’ANPI Provinciale vorrei ringraziare le autorità intervenute a questa cerimonia. Il Prefetto, il Questore,  l’Assessore Finazzer Flory, il Consigliere Provinciale Fabio Altitonante, in rappresentanza della Provincia di Milano, il Presidente del Consiglio di Zona 3, i Consiglieri Comunali e di Zona.

Un particolare ringraziamento va all’Assessore Finazzer e al Sindaco di Milano Letizia Moratti che accogliendo la proposta, avanzata dall’ANPI e dal Consiglio di Zona 3, hanno mostrato la propria sensibilità, tributando, a nome della nostra città, il doveroso omaggio a chi ha sacrificato la sua giovane vita per la difesa della democrazia.

Un saluto commosso rivolgo ai fratelli e alle sorelle di Antonio Marino, presenti alla cerimonia.

Ogni anno l’ANPI di Milano e il Comitato Antifascista per la Difesa dell’Ordine Repubblicano  ricordano la figura dell’agente Marino davanti alla lapide apposta in via Bellotti, luogo in cui Antonio Marino è caduto, presenti i rappresentanti della Questura milanese, del Commissariato Monforte di via Poma e del Consiglio di Zona 3.

La proposta di dedicare all’agente Marino un luogo alla sua Memoria è stata per anni sostenuta dall’ANPI della Zona 3, con l’appoggio del Consiglio di Zona.

Un ringraziamento particolarmente sentito va al Presidente del Consiglio di Zona 3, Pietro Viola, che si è impegnato in prima persona, si è interessato alla vicenda e ha svolto quell’indispensabile lavoro che ha consentito di arrivare a questo importantissimo appuntamento di oggi.

Il 12 aprile 1973 in via Bellotti  Antonio Marino, Guardia di Pubblica Sicurezza,  fu ucciso, colpito da una delle tre bombe a mano del tipo SRCM scagliate contro le Forze dell’Ordine,  nel corso di una manifestazione neofascista vietata dalla Questura di Milano.

Antonio Marino è stato insignito il 9 maggio del 2009 di un’onorificenza importantissima da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: la Medaglia d’Oro al Valor Civile, per aver salvato un suo collega, nel momento in cui si era accorto che una bomba a mano era stata scagliata nella direzione in cui si trovava il suo reparto.

Erano gli anni della strategia della tensione inaugurata con la strage fascista di piazza Fontana del 12 Dicembre 1969. Soltanto un mese dopo l’uccisione di Marino, il 17 maggio 1973, la strage alla Questura di Milano in via Fatebenefratelli, provocherà  quattro morti e oltre 40 feriti. Un anno esatto prima, il 17 maggio 1972 era stato ucciso il commissario Luigi Calabresi.

Seguiranno poi gli attacchi del terrorismo politico che provocò numerosissime vittime tra magistrati, poliziotti carabinieri. Se si sfogliano i quotidiani di quel tempo, ci si accorge che la violenza eversiva colpiva quasi ogni giorno la nostra città che ha saputo resistere al terribile periodo della strategia della tensione e del terrorismo, difendendo le istituzioni repubblicane nate dalla Resistenza.

Il 14 maggio del 1977 Antonio Custra, Vice-Brigadiere di Pubblica Sicurezza, a cui il Comune di Milano ha deciso di dedicare dei giardini, venne ucciso a Milano, in via De Amicis, da colpi di pistola esplosi da elementi di Autonomia Operaia, nel corso di una manifestazione promossa da questa organizzazione.

La stessa aula del Consiglio di Zona 3 è dedicata a un altro servitore dello Stato, il giudice Guido Galli, di cui ricorreva il 19 marzo scorso il trentesimo anniversario dell’uccisione, avvenuta all’interno dell’Università Statale a opera di  un commando di Prima Linea.

Antonio Marino aveva 22 anni; era nativo di Puccianiello, in provincia di Caserta, un paese povero, dove i giovani emigravano sistematicamente al Nord e all’estero in cerca di lavoro. Suo padre aveva 62 anni, non riusciva a mantenere la famiglia: la moglie Agnese, malata di diabete e i sette figli, quattro maschi e tre femmine. Antonio sapeva di pesare in famiglia e per anni aveva lavorato come panettiere. Poi, su suggerimento di un fratello, fece domanda di arruolamento nel corpo della Pubblica Sicurezza.  Si sentiva un privilegiato perché non era emigrato e, soprattutto, era finalmente felice perché aveva trovato un ruolo nella propria vita: quello di  poter servire lo Stato.

La possibilità di servire lo Stato lo aveva reso felice: sentiva di svolgere finalmente un ruolo importante e utile per la società. Antonio Marino da quel giorno fu un altro ragazzo perché finalmente aveva trovato la propria sistemazione.

Il ragazzo fu dapprima mandato alla scuola di polizia di Nettuno, poi venne trasferito ad Alessandria. Era contento: la città piemontese piaceva ad Antonio: non era troppo grande, ci si trovava a suo agio. Tre mesi dopo Antonio veniva trasferito a Milano. Per il ragazzo di Puccianiello fu un duro colpo. Milano era troppo grande, troppo costosa e al centro della strategia della tensione.

Antonio mandava a casa tutti i mesi un vaglia di 50 mila lire. Era uno sforzo notevole per lui che guadagnava 90 mila lire al mese. Ma lo faceva per comperare il corredo alla sorella Bruna, 22 anni, che si sarebbe dovuta sposare. Solo il mese precedente la sua tragica fine aveva saltato la spedizione del denaro: aveva chiesto a sua madre il permesso di acquistare a Milano un vestito, giacca e pantaloni. Sua madre gli aveva raccomandato di tirare sul prezzo: di risparmiare qualche migliaio di lire. Telefonava alla mamma solo la domenica perché gli scatti costavano di meno. L’ultima volta che Marino aveva rivisto la famiglia era nel mese di febbraio, quando si era recato a Puccianiello.
Milano deve ringraziare i giovani che come Antonio Marino hanno sacrificato la loro giovane vita per la difesa delle istituzioni democratiche e tutti quei giovani e meno giovani appartenenti alle forze dell’ordine che continuano a difendere le istituzioni repubblicane, a tutelare i cittadini, a garantire il corretto svolgimento della vita civile, nel loro impegno quotidiano contro il terrorismo e la criminalità.