I Fumetti della Resistenza

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16 giovani illustratori
per 8 giovani partigiani

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Dietrich Bonhoeffer9 aprile 1945, a Flossenburg viene impiccato D. Bonhoeffer, il grande teologo che si oppose a Hitler.

Dietrich Bonhoeffer
(4 febbraio 1906, Breslavia - 9 aprile 1945, Flossemburg) 

Pastore e teologo luterano tedesco, protagonista di un movimento di resistenza contro il nazismo. 
I suoi scritti ci hanno consegnato una ricchezza e una abbondanza di riflessioni ancora oggi oggetto di studio e approfondimento.
Ci propone una responsabilità della memoria per orientare la storia al bene, accogliendo il punto di vista dei più deboli e degli oppressi.
<<Resta un'esperienza di incomparabile valore l'aver imparato a vedere dal basso i grandi avvenimenti della storia del mondo, nella prospettiva degli esclusi, dei sospettati, dei maltrattati, dei deboli, degli oppressi e derisi, in breve dei sofferenti.
E' già tanto se in questo tempo l'amarezza o l'invidia non hanno divorato il cuore, ma anzi guardiamo con occhi nuovi la grandezza e la meschinità, la felicità e l'infelicità,la forza e la debolezza, e la nostra capacità di vedere la grandezza, l'umanità, il diritto e la misericordia é diventata più chiara, più libera, più incorruttibile, e la sofferenza personale é una chiave più idonea, un principio più fecondo della felicità personale nell'accedere al mondo con la riflessione e la pratica>>

Nel 1931 si dedica all’insegnamento presso l’Università di Berlino
Incominciò anche la sua opposizione attiva al nuovo regime nazista. Appena due giorni dopo la presa del potere di Hitler, tenne una conferenza via etere (dai microfoni della Berliner Funkstunde) sull'idea di Führer. In essa diceva che se il capo «permette al seguace che questi faccia di lui il suo idolo, allora la figura del capo si trasforma in quella di corruttore... Il capo e la funzione che divinizzano sé stessi scherniscono Dio».

Produsse una serie di scritti che sarebbe stata poi raccolta nel volume Resistenza e resa, la sua opera più famosa, in cui rifletteva sul rapporto tra fede e azione, tra religione e mondo. 

A un compagno di prigionia italiano, che gli domandò come potesse un sacerdote partecipare a una cospirazione politica che prevedesse anche lo spargimento di sangue, disse:

«Quando un pazzo lancia la sua auto sul marciapiede, io non posso, come pastore, contentarmi di sotterrare i morti e consolare le famiglie. Io devo, se mi trovo in quel posto, saltare e afferrare il conducente al suo volante»

Arrestato per non aver prestato servizio militare e per avere aiutato alcuni ebrei a fuggire in Svizzera, sarà poi accusato di aver preso parte alla cospirazione contro Hitler culminata nell'attentato fallito del 20 luglio 1944.

Dopo una lunga prigionia ed un processo sommario verrà impiccato nel campo di concentramento di Flossenburg il 9 aprile 1945 poche settimane prima dell'arrivo degli alleati.