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Prima pagina :: Eventi :: Eventi Cittadini :: Addio alla staffetta partigiana Giuseppina 'Pinetta' Marcora: è morta a cento anni nella sua Legnano

Giuseppina Marcora "Pinetta"Primogenita di 5 figli, in una famiglia umile e profondamente antifascista, era la sorella dell'illustre Giovanni Marcora, partigiano con il nome di battaglia di Albertino, politico e ministro dell'agricoltura

di ZITA DAZZI

Il suo nome di battaglia era "Pinetta". Un mese e mezzo fa, il 23 febbraio, aveva compiuto cent'anni, a casa sua, circondata dall'affetto dei suoi cari. La stessa abitazione di Legnano dove Giuseppina Marcora, staffetta partigiana, è morta la scorsa notte. A dare la notizia su Facebook sono il figlio Marco e Roberto Cenati, presidente di Anpi Milano. Era nata a Inveruno, ma tutta la vita l'aveva trascorsa a Legnano. Il figlio Marco ci tiene a precisare che Pinetta è morta in casa e non per coronavirus. Nel suo messaggio la racconta come una figura leggendaria. E in effetti, lo è stata fin dall'inizio: la primogenita di 5 figli, in una famiglia umile e profondamente antifascista, era la sorella dell'illustre Giovanni Marcora, partigiano con il nome di battaglia di Albertino, politico e ministro dell'agricoltura. 

In gioventù fu staffetta partigiana durante la Seconda Guerra Mondiale, rischiando la vita più volte in nome della libertà. Cenati dell'Anpi ha raccolto diversi episodi della vita di Giuseppina Marcora, una delle donne che hanno dato un grande contributo alla Resistenza milanese: "Entrata giovanissima nella clandestinità con il fratello Giovanni (vice comandante del Raggruppamento Alfredo Di Dio, col nome di battaglia di 'Albertino') che fu poi anche ministro della Repubblica, Giuseppina si distinse nel ruolo di staffetta nei collegamenti con le formazioni combattenti. Più volte rischiò l'arresto e la vita. Dopo l'8 settembre 1943 Giovanni Marcora salì in montagna all'inizio in Val Grande, su indicazione di Nino Chiovini, valligiano che risiedeva a Cuggiono, e da lì in Val Toce e nell'Ossola. Diventerà vice di Eugenio Cefis (Alberto) e costituirà il Raggruppamento divisioni patrioti Alfredo Di Dio.Giuseppina assieme ad Antonietta Chiovini, sorella di Nino, diviene subito un suo sostegno. Trasporta informazioni, giornali, dispacci, armi, viveri: parte da Milano o anche da Inveruno. Arriva a Laveno, traghetta a Baveno, e consegna i preziosi carichi ai partigiani pronti a riceverli allo sbarco. Naturalmente molte sono le volte che viene fermata, molti sono i rischi che corre, nascondendo materiale nei cappotti e nelle borse, e grazie anche alla sua spigliatezza riesce sempre a portare a termine indenne la sua missione. Giuseppina ricorda : "Nella primavera del 1944 dopo aver ritirato dei timbri in casa di Eugenio Cefis incappai a Meina in un posto di blocco fascista davanti all'Hotel Sempione. Mi fecero scendere giù dalla bicicletta e mi chiesero dove fossi diretta con quel pacchetto. Sui due piedi inventai la storia che dovevo andare a trovare la nonna malata in ospedale ad Arona. Mi andò bene perché mi lasciarono passare". 

Per le grandi azioni a cui diede il suo contributo, Giuseppina Marcora ha ricevuto molti attestati di riconoscenza: tra gli altri, il Certificato di Patriota rilasciato a nome delle Nazioni Unite dal Maresciallo Alexander, comandante delle truppe alleate di tutto il Mediterraneo; il certificato dell'OSS (Office Strategic Service) del Governo degli Stati Uniti per la collaborazione data alla vittoria alleata (riferendosi al supporto alla missione Chrysler); quello del Presidente della Repubblica per il riconoscimento della qualifica di Partigiano, come appartenente al Raggruppamento di Dio. E, infine, dall'Esercito Italiano che le ha concesso il congedo militare. Mancata a pochi giorni dalla celebrazione del 25 aprile, è stata "una cittadina che ha contribuito con il proprio coraggio, il proprio impegno, la propria vita alla costruzione della nostra Nazione libera e democratica - ha commentato il sindaco di Inveruno Sara Bettinelli - Rimarrà per sempre un esempio per tutti noi. Ci stringiamo attorno alla famiglia esprimendo le nostre condoglianze". Al cordoglio si uniscono anche il Centro Studi Marcora con il presidente Gianni Mainini e le locali sezioni Anpi di Inveruno e di Legnano, cui Giuseppina era iscritta.

Fonte: La Repubblica

Le consoglianze dell'ANPI Provinciale di Milano

 

Giuseppina Marcora, staffetta partigiana, ci ha lasciato, all'età di 100 anni, proprio alla vigilia del 25 aprile.Entrata giovanissima nella Resistenza con il fratello Giovanni (vice comandante del Raggruppamento Alfredo Di Dio, col nome di battaglia di ‘Albertino’) che fu poi anche ministro della Repubblica, Giuseppina si distinse nel ruolo di staffetta nei collegamenti con le formazioni combattenti. Più volte rischiò l’arresto e la vita. Dopo l'8 settembre 1943 Giovanni Marcora salì in montagna all’inizio in Val Grande, su indicazione di Nino Chiovini, valligiano che risiedeva a Cuggiono, e da lì in Val Toce e nell’Ossola. Diventerà vice di Eugenio Cefis (Alberto) e costituirà il Raggruppamento divisioni patrioti Alfredo Di Dio.Giuseppina assieme ad Antonietta Chiovini,sorella di Nino, diviene subito un suo sostegno. Trasporta informazioni, giornali, dispacci, armi, viveri: parte da Milano o anche da Inveruno. Arriva a Laveno, traghetta a Baveno, e consegna i preziosi carichi ai partigiani pronti a riceverli allo sbarco. Naturalmente molte sono le volte che viene fermata, molti sono i rischi che corre, nascondendo materiale nei cappotti e nelle borse, e grazie anche alla sua spigliatezza riesce sempre a portare a termine indenne la sua missione. Giuseppina ricorda : “Nella primavera del 1944 dopo aver ritirato dei timbri in casa di Eugenio Cefis incappai a Meina in un posto di blocco fascista davanti all’Hotel Sempione. Mi fecero scendere giù dalla bicicletta e mi chiesero dove fossi diretta con quel pacchetto. Sui due piedi inventai la storia che dovevo andare a trovare la nonna malata in Ospedale ad Arona. Mi andò bene perché mi lasciarono passare. Un’altra volta, dopo aver fatto una consegna di una pistola e di un vestito al capitano Marvelli all’Istituto Salesiano di Intra, rimasi a notte inoltrata senza un ricovero e solo grazie alla solidarietà della famiglia di un barcaiolo trovai rifugio fino alla mattina dopo.” Un altro episodio cruciale avvenne il 7 aprile del 1944. Giuseppina racconta :“ Albertino era tornato momentaneamente a casa: i fascisti fecero irruzione per catturarlo. Io sbarrai la porta e nei pochi istanti prima del loro ingresso. Albertino riuscì a fuggire dalla finestra e poi nel canale Villoresi asciutto.” Nel 2015, Giuseppina Marcora, da sempre iscritta all'Anpi di Legnano, ricevette la medaglia d'onore,nella ricorrenza del 70° della Liberazione, Nel 2019 le fu conferita la benemerenza civica dal Comune di Legnano.


Giuseppina ammoniva spesso “Ci siamo impegnati e abbiamo rischiato molto perché l’Italia fosse un Paese libero. Le giovani generazioni ricordino!” L'Anpi Provinciale di Milano, l'ANPI di Legnano,  esprimono ai familiari profondo cordoglio e commossa vicinanza. 
 

Roberto Cenati - Presidente Anpi Provinciale di Milano

Primo Minelli - Presidente Anpi Legnano

Luigi Botta - Presidente Onorario Anpi Legnano