I Fumetti della Resistenza

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16 giovani illustratori
per 8 giovani partigiani

Prima pagina :: Storia :: Storia cittadina :: 25 aprile: insurrezione a Milano e ruolo della Guardia di Finanza

Diversamente dai piani operativi preparati dal Comando piazza di Milano, l'insurrezione nacque spontaneamente nella tarda mattinata del 24 aprile 1945, da uno scontro accesosi e poi generalizzatosi nella zona di Niguarda tra garibaldini della 110a e militi fascisti.
Quasi contemporaneamente Leo Valiani, Sandro Pertini ed Emilio Sereni, diramarono l'ordine dello sciopero insurrezionale a partire dalle 13 del 25 aprile. Nel pomeriggio del 24 aprile, primo caduto dell'insurrezione, fu Gina Galeotti Bianchi, appartenente ai Gruppi di Difesa della Donna.
Alle ore 8 del 25 aprile 1945 il CLNAI, riunitosi presso il collegio dei Salesiani di via Copernico approvò all'unanimità la proclamazione dell'insurrezione ed emanò il decreto di assunzione di tutti i poteri da parte del CLNAI.
All'incirca alla stessa ora presso il convento delle Stelline, in Corso di Porta Magenta 79, si riunì il comando generale del Corpo Volontari della Libertà.
Fu Leo Valiani a scrivere, nella serata del 25 aprile 1945, l'ordine di insurrezione, affidato per la sua esecuzione alla Guardia di Finanza.
Lo mandai – osserva Valiani – al colonnello Alfredo Malgeri tramite il tenente Augusto De Laurentiis, uscito il giorno prima da San Vittore.
Il regimento della Guardia di Finanza uscì dalla Caserma 5 Giornate alle quattro del mattino del 26 aprile, fu fatto segno a raffiche di mitra da elementi della X Mas all'incrocio tra via Parini e corso Porta Nuova e sostenne altri brevi scontri a fuoco con pattuglie delle Brigate nere. Mentre gli altri battaglioni isolavano il palazzo del Governo di Corso Monforte, il IV con il colonnello Malgeri si raccolse in piazza Tricolore ed il tenente De Laurentiis fu inviato a intimare la resa.
Gli agenti di P.S. e i sei militari tedeschi che si trovavano nel palazzo si lasciarono disarmare senza difficoltà e alle 6 del 26 aprile l'operazione poteva dirsi conclusa.
Furono immediatamente inviati distaccamenti ad occupare il palazzo della Provincia, l'edificio dell'E.I.A.R. in corso Sempione, quello del Comando militare repubblicano e la sede comunale di Palazzo Marino, nella quale fu arrestato il podestà Colombo.
Verso le 8 il colonnello Malgeri annuncia a Milano l'avvenuta liberazione, facendo suonare per tre minuti le sirene del posto centrale di avvistamento aerei. "Alle 17,30 del 27 aprile 1945 – si legge su “L'Unità” del 28 aprile – sono entrati in città circa 600 partigiani. E' la prima colonna che proviene dall'Oltrepò e arriva a Milano dopo aver liberato Voghera e Pavia. La colonna di partigiani è sfilata in città fra due ali di popolo plaudente; ha percorso corso Italia, ha attraversato piazza Duomo, avviandosi poi per corso Buenos Aires verso piazzale 15 Martiri. Qui Piero Vergani, Vice comandante regionale, ha tenuto un discorso, inneggiando al congiungimento del Corpo Volontari della Libertà che combatteva in montagna con chi ha combattuto in città.”

Roberto Cenati - Presidente Anpi Provinciale di Milano